Cristo Redentore di Maratea
Arte e Cultura
Esperienze panoramiche

Cristo Redentore di Maratea

Simbolo inconfondibile di Maratea e della costa tirrenica lucana, il Cristo Redentore domina dall’alto del Monte San Biagio il borgo e il Golfo di Policastro. Realizzata dallo scultore Bruno Innocenti e inaugurata nel 1965, la monumentale statua raggiunge circa 22 metri di altezza e apre le braccia per 19 metri, offrendo uno dei panorami più spettacolari della Basilicata.

L'esperienza

Il Cristo Redentore di Maratea è uno dei monumenti più riconoscibili della Basilicata e il grande simbolo della città affacciata sul Tirreno. La sua sagoma bianca si innalza sulla sommità del Monte San Biagio, in posizione dominante rispetto al centro storico e al Golfo di Policastro, creando un legame visivo straordinario tra montagna, borgo e mare. La monumentale statua fu realizzata dallo scultore fiorentino Bruno Innocenti tra il 1963 e il 1965, per iniziativa dell’imprenditore Stefano Rivetti, protagonista in quegli anni di importanti interventi legati allo sviluppo di Maratea. L'opera venne installata nel 1965 e divenne rapidamente il principale riferimento visivo della città. Alta circa 22 metri e caratterizzata da un’apertura delle braccia di 19 metri, la statua è realizzata in cemento bianco arricchito con scaglie di marmo di Carrara, materiale che contribuisce alla particolare luminosità della superficie. Le grandi dimensioni e la posizione sulla montagna consentono di riconoscerne la figura anche da notevole distanza lungo la costa. Uno degli aspetti più particolari dell'opera è il suo orientamento. Osservandola dal mare può sembrare rivolta verso la costa, ma il Cristo dà in realtà le spalle al mare e guarda verso Maratea e l'entroterra. Questa disposizione accentua simbolicamente il rapporto tra il monumento e la comunità che vive ai piedi del monte. Il luogo in cui sorge rende la visita molto più di un incontro con un'opera monumentale. Dal belvedere del Monte San Biagio lo sguardo abbraccia il profilo frastagliato della costa tirrenica, il Golfo di Policastro, le montagne e il territorio che circonda Maratea. Il contrasto tra il bianco della statua, il verde della vegetazione e l'azzurro del Tirreno ha contribuito a trasformare questo luogo in una delle immagini più rappresentative della regione. Il Cristo sorge inoltre in un'area di grande interesse storico e religioso. Sul Monte San Biagio si trova infatti la Basilica Pontificia di San Biagio, dedicata al patrono di Maratea, mentre ai piedi della statua sono presenti le testimonianze dell'antico insediamento fortificato noto come Castello. Monumento, santuario, resti storici e paesaggio formano quindi un unico sistema culturale e panoramico. La costruzione del Cristo fu legata anche alla trasformazione dell'accessibilità del monte: la realizzazione dell'opera avvenne negli stessi anni in cui vennero sviluppati la strada carrabile verso la Basilica di San Biagio e il percorso che conduce alla sommità e al belvedere. Prima della statua, sul luogo era presente una croce in ferro eretta nel 1942. Nel corso dei decenni il Cristo Redentore è diventato parte integrante dell'identità di Maratea. Non è soltanto un monumento religioso, ma anche un riferimento paesaggistico e culturale attraverso il quale viene immediatamente riconosciuta la città. Nel 2015, in occasione del cinquantesimo anniversario della sua installazione, Maratea ha inoltre istituito una celebrazione dedicata al monumento. Raggiungere il Cristo significa infine compiere uno dei percorsi più suggestivi di Maratea: dalla costa e dal centro storico si sale verso Monte San Biagio fino a raggiungere la grande terrazza naturale sulla quale si innalza la statua. Il Comune indica attualmente l'accesso al parcheggio in località Madonna degli Ulivi e l'ultimo tratto tramite navetta; le modalità possono tuttavia variare e vanno controllate prima della visita. Visitare il Cristo Redentore significa quindi incontrare nello stesso luogo alcuni degli elementi che meglio rappresentano Maratea: il paesaggio mediterraneo, la spiritualità, la storia e il rapporto continuo tra montagna e mare. Con le sue braccia aperte sulla sommità del Monte San Biagio, il monumento è diventato nel tempo non soltanto il simbolo della città, ma una delle immagini più riconoscibili dell'intera Basilicata.

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