Santuario di Rossano di Vaglio
Archeologia
Luoghi della Cultura

Santuario di Rossano di Vaglio

Uno dei più importanti luoghi sacri dell’antica Lucania, dedicato principalmente alla dea Mefitis e frequentato tra il IV secolo a.C. e il I secolo d.C. Il complesso archeologico conserva il grande piazzale lastricato, l’area dell’altare, ambienti porticati e strutture legate all’acqua e ai rituali religiosi.

L'esperienza

Il Santuario di Rossano di Vaglio, situato in località Macchia di Rossano nel territorio di Vaglio Basilicata, rappresenta uno dei complessi archeologici più significativi per comprendere la cultura religiosa e l’organizzazione sociale dei Lucani. Il santuario sorse in prossimità di una sorgente e in un punto di convergenza tra antiche vie di comunicazione, assumendo un ruolo che andava oltre la sola dimensione religiosa. Il culto principale era dedicato a Mefitis, divinità italica profondamente legata alle acque, alla fertilità e al territorio. Le numerose iscrizioni rinvenute nell’area, scritte anche in lingua osco-lucana utilizzando caratteri greci, costituiscono una testimonianza eccezionale della religiosità e della lingua delle popolazioni lucane. Accanto a Mefitis sono documentati anche altri culti, tra cui quelli di Iuppiter, Domina Iovia e Mamerte. Il cuore monumentale del santuario è costituito da un ampio piazzale pavimentato con grandi lastre di arenaria, delle dimensioni di circa 21 × 37 metri. Al centro si trovava il podio destinato all’altare, mentre sui lati si sviluppavano diversi ambienti, alcuni caratterizzati da portici con colonne e pilastri. L’ingresso era affiancato da due fontane semicircolari collegate a un sistema di canalizzazione dell’acqua, elemento strettamente connesso alla natura stessa del culto di Mefitis. Gli scavi hanno restituito numerosi oggetti votivi che documentano l’intensa frequentazione del luogo: armi miniaturistiche, lamine di bronzo lavorate a sbalzo, statuette in bronzo, marmo e terracotta e preziosi ornamenti. Tra i ritrovamenti più significativi figurano anche frammenti della decorazione bronzea di uno scudo raffigurante Taras sul delfino, interpretato come un dono votivo proveniente dall’ambiente tarantino e importante testimonianza dei rapporti tra le comunità italiche dell’interno e il mondo greco della costa. Durante il II secolo a.C. il santuario conobbe una fase di particolare monumentalizzazione. Anche dopo l’espansione romana continuò a svolgere un ruolo rilevante: alcune iscrizioni latine testimoniano forme di organizzazione che comprendono magistrature e istituzioni di tipo romano, mostrando come il complesso abbia attraversato il processo di romanizzazione senza perdere immediatamente la propria funzione religiosa e politica. La frequentazione del santuario proseguì fino al I secolo d.C., quando il complesso venne progressivamente abbandonato. Il culto di Mefitis sopravvisse tuttavia nel territorio e successive testimonianze epigrafiche ne documentano la presenza anche nella romana Potentia. Rossano di Vaglio è inoltre strettamente collegato all’insediamento di Serra di Vaglio. I due siti permettono di leggere aspetti complementari della società lucana: Serra documenta l’organizzazione dell’abitato, mentre Rossano rappresentava un importante punto di riferimento religioso, politico e comunitario. Il percorso può essere completato nel centro di Vaglio Basilicata con il Museo delle Antiche Genti di Lucania, dove il racconto archeologico del territorio prosegue attraverso reperti, ricostruzioni e strumenti didattici. Visitare il Santuario di Rossano di Vaglio significa quindi entrare in uno dei luoghi simbolici dell’antica Lucania, dove archeologia, paesaggio e culto dell’acqua raccontano il rapporto tra le comunità lucane, le divinità e il territorio.

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